Politiche di Pari Opportunità Leadership Femminile Diversity Management

Donne e Mass Media – Daniela Bruno

Ricerca. La relazione tra la donna e i mass media nel mondo occidentale

Negli anni ‘50 era visibile in molti ambiti la condizione di inferiorità sociale ed economica femminile rispetto a quella maschile, anche gli stipendi percepiti dalle donne erano più bassi rispetto a quegli degli uomini. La pubblicità di questi anni era sessista, infatti l’uomo era rappresentato all’interno di una posizione sociale ed economica superiore, mentre la donna appariva servile e sottomessa. Negli anni 60 lo sviluppo della tecnologia e l’aumento dei salari permisero a molte di loro di dedicarsi alla casa e al ruolo materno, infatti si affermava la divisione sessuale dei ruoli con la conseguente nascita della figura della casalinga tout court. Successivamente, il cinema verso la metà degli anni ’60, assumeva una visione narcisistica legata al consumismo crescente che stava travolgendo le famiglie occidentali, cambiando i loro costumi e le loro abitudini. Tutto ciò non poteva non riflettersi nel mondo dei mass media che sono ricettori della realtà. A partire dagli ‘70, la grande contestazione giovanile si espresse sia tra i giovani che tra le giovani donne, esso fu un grande fenomeno sociale e culturale che si diffuse a macchia d’olio in Italia e nel resto del mondo occidentale. L’atteggiamento femminile rivendicava la libertà di pensiero dai condizionamenti famigliari e istituzionali chiedendo autonomia nelle scelte, soprattutto sul piano dell’educazione e dei costumi. Entrarono in gioco la questione dell’emancipazione, della liberazione e della coscienza per il diritto al lavoro. Si crearono, in questo modo, i contorni della società occidentale, mentre i mass media si concentrarono, soprattutto, sugli stereotipi sessuali legati alla televisione, alla stampa o alla pubblicità. Essi, tuttavia, trasmettevano ancora in numero maggiore immagini di uomini rispetto a quelle di donne, con più frequenza i bianchi rispetto ai neri e con più frequenza la middle class rispetto alla working class. Verso gli anni ‘80, l’evoluzione femminile acquistava nuovi contorni. Negli Stati Uniti nacque la teoria femminista sull’emancipazione ed anche nel resto d’Europa sorgevano molteplici dibattiti e riflessioni sul modello della parità dei sessi. The feminist theory rappresentava uno studio di comunicazione che rigettava le affermazioni basate sulla differenza di genere come fattore già dato, in quanto sosteneva che fossero una costruzione sociale e culturale. Negli gli anni ’90, si diffondeva il modello postgenere che segnò la tradizione femminista anglo-americana volta ad indagare il motivo secondo cui agli uomini e alle donne erano attribuite caratteristiche specifiche legate ad una cultura del genere. Alle donne si addiceva un ruolo dedito al sacrificio e alla abnegazione, mentre agli uomini il coraggio e la razionalità. Non si volevano soltanto valorizzare i ruoli femminili, ma si voleva andare oltre per considerare i fenomeni dell’omosessualità, del transgenderismo e del transessualismo. Nel nuovo millennio si continua a registrare la presenza di donne valenti e determinanti nel campo del

giornalismo, della televisione e, quindi, conduttrici di tg, di programmi politici, di sport e molto altro ancora. Tuttavia, nonostante l’evoluzione compiuta per il riconoscimento della parità dei sessi, permangono stereotipi e differenze nei trattamenti di genere. La famosa filosofa e femminista americana Judith Butler ha evidenziato che la sessualità è costruita all’interno di relazioni di potere con cui sviluppa un forte legame. Inoltre, la scrittrice Butler ritiene che erroneamente l’eterosessualità sia considerata un presupposto naturale e una norma obbligatoria su cui costruire l’identità e la sessualità. Nella nostra società occidentale odierna si può affermare che permangono ancora riflessioni che meritano di ricevere delle risposte affinché si realizzi la piena parità dei sessi e la piena accettazione delle infinite espressioni del genere umano, così diverso nelle sue rappresentazioni, ma ugualmente meritevole di veder riconosciuto la propria dignità.

Daniela Bruno


Bibliografia.

Donovan J., 2000, The Feminist Theory, The intellectual traditions, Fourth Edition, New York

Butler J., 2013, Questione di genere, Editori Laterza, Roma-Bari

Azzalini M., 2010, (a cura di), Modelli teorici, ricerche empiriche e risultati, Università Milano Bicocca

 

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