Politiche di Pari Opportunità Leadership Femminile Diversity Management

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Black Femminism

 

La storia delle donne si è caratterizzata per essere una storia di sottomissione e subordinazione. Tale situazione è cambiata con lo sviluppo del concetto di genere. Il femminismo ha dato alle donne la possibilità di distinguere tra sesso e genere dando la possibilità di poter essere tante donne diverse.

Ma il femminismo   non hanno preso in considerazione tutte le donne e per questo oggi si mette in discussione la prospettiva unitaria, e si comincia a farsi strada la voce delle “altre” donne che si contrappongono alle leader femministe bianche, eterosessuali e di classe sociale privilegiata. Il femminismo è stato criticato per essere stato un movimento etnocentrico, e classicentrico Proprio per questo oggi, la teoria femminista assume diverse forme, ma con un unico obbiettivo: il miglioramento della posizione delle donne nella società.

Kimberly Crenshawe nel 1991 è stata promotrice della teoria dell’intersezionalità mostrando che la situazione di discriminazione delle donne afro americane  è legata al fatto di essere donne di colore infatti, il loro status era legato alla somma di più fattori e non solo del genere. L’ intersezionalità è una metodologia che permette di studiare le relazioni tra molteplici dimensioni che contribuendo alla discriminazione sistematica. Gli individui vengono divisi in classi sociali, dovute da fattori come <<il razzismo, il sessismo, la discriminazione di classe o altri sistemi di dominio tra gruppi sociali non possono essere spiegati appieno se considerati separatamente l’uno dall’altro.>>[1] Da questi studi è emersa la complessità e la diversità dello status sociale delle donne e come il termine “donna” non possa essere universalizzato eliminando così la concezione del femminismo come “sorellanza”.

L’approccio intersezionale ha messo in evidenza che le esperienze delle donne nere sono differenti rispetto a quelle delle donne bianche di classe media, poiché le prime vivono discriminazioni sessiste e razziste combinate alle situazioni strutturali e politiche. Per questo motivo il femminismo bianco, si basa su false premesse.

Alle donne di colore  spettava l’ultimo posto della classe sociale, in quanto donne e in quanto nere. A esse era riservata la “possibilità” di lavorare come domestiche presso le famiglie più ambienti. Per cui le donne nere lavoravano per le donne bianche più ambienti. Con la lotta per i diritti civili e l’adozione del Civil Right Act nel 1964, le donne nere ebbero dei miglioramenti, potendo lavorare in molti più campi, ma i loro stipendi sono più bassi delle donne bianche.

 

a tenere una conferenza sulla condizione delle donne nere. La sua apparizione pubblica avvenne nel 1833, ed il suo obbiettivo era rivendicare i diritti politici e di educazione per uomini e donne di colore. E’ proprio la mancanza di istruzione che ha reso le donne nere inferiori. Inoltre tale comporatamento ha dato origine al vittimismo dei gruppi subordinati.

Il femminismo di colore nacque  come risposta all’ esclusione dal SNCC ( Student Nonviolent Coordinating Commitee), che voleva accentuare il potere nero. Il Black Feminism  negli anni Settanta aveva l’obbiettivo di porre sotto accusa l’oppressione, il razzismo e del sessismo. Il primo documento prodotto dalle femministe nere  fu “Dichiarazione del Collettivo Combahee River” del 1978. In esso si legge <<noi siamo attivamente impregnate a lottare contro l’oppressione razziale, sessuale, eterosessuale e classista.>>[2] Esse si trovano a contrastare l’omofobia, l’emarginazione, la discriminazione, <<devono lottare contro gli uomini, sia bianchi sia neri in quanto tutti maschilisti, ma devono contemporaneamente lottare insieme agli uomini neri per la liberazione razziale: con i neri contro il razzismo, ma contro i neri contro il sessismo e il sistema patriarcale.>>[3]

Il femminismo nasce da un’ ideologia che vede protagoniste le donne bianche. Esse si definiscono oppresse e vittime dell’ andocentismo. Il femminismo afro-americano, nasce da una duplice oppressione, da quella della società patriarcale sia bianca sia nera,  dall’oppressione degli ideali del femminismo bianco, e dal  razzismo.

Il femminismo afro-americano è una risposta attiva che nasce da un’ oppressione, e la sua esistenza si basa sulla subordinazione delle donne di colore.  L’ obiettivo del femminismo nero <<is to resist oppression, both its practices and the ideas that justify it.>>[4]

Nonostante l’evoluzione culturale portata dall’eliminare della segregazione nella società statunitense dal 1970, il razzismo rimane un fattore ancora vivo. <<The racism is not something that exists in the distance. We encounter racism in everyday situations in workplaces, stores, schools, housing, and daily social interaction. Most Black women do not have the opportunity to befriend White women and men as neighbors, nor do their children attend school with White children. Racial segregation remains a fundamental feature of the U.S. social landscape, leaving many African-Americans with the belief that “the more things change, the more they stay the same.”.>>[5]

 

[1] Mindu P. (2014), Cittadini e no: Forme e funzioni dell’inclusione e dell’esclusione, Firenze University Press, p.221

[2] Schneier M. (1977), The Combahee River Collective Statement

[3]  Cavarero A; Restaino F. (2002), Filosofie femministe, Pearson Italia S.p.a., p.60

[4]Hill Collins P.(2002), Black Feminist Thought: Knowledge, Consciousness, and the Politics of Empowermen, Routledge, p.5  [“E’ quello di resistere all'oppressione, sia alle sue pratiche e alle idee che la giustificano.”]

[5] Ibidem [“Il razzismo non è qualcosa che esiste in lontananza. Incontriamo il razzismo in situazioni quotidiane  nei luoghi di lavoro, negozi, scuole, abitazioni, e l'interazione sociale quotidiana. La maggior parte delle donne di colore non hanno la possibilità di amicizia con donne  e uomini bianchi come vicini, né i loro figli frequentano la scuola con i bambini bianchi. La segregazione razziale rimane una caratteristica fondamentale del paesaggio sociale degli Stati Uniti, lasciando molti afro-americani con la convinzione che "Più le cose cambiano, più rimangono le stesse."]

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